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27 2013 Ar.tu, tra contaminazione e personalizzazione

Un mercato in profonda trasformazione si riflette anche negli ambienti di lavoro, che sempre più manifestano un deciso ed evidente cambiamento rispetto al passato. Non solo nell’operativo, ma anche nel direzionale: con questa idea nasce Ar.tu.

Non sono passati molti anni da quando si era soliti pensare che in ufficio, per essere produttivi, dovesse vigere il silenzio e, possibilmente, la separazione netta tra i diversi ambienti lavorativi.

L’ufficio del capo, poi, era molto spesso un ambiente “a parte” che incuteva timore, dove il titolare esercitava il suo potere rifugiato dietro la scrivania, percepita da molti come un’estensione della sua stessa presenza e “superiorità gerarchica”.

Ma si sa, le cose cambiano, e le nuove esigenze di design per gli uffici operativi hanno portato a sviluppare concetti e posti di lavoro che rispondano alle trasformazioni in atto, come ad esempio lo sviluppo tecnologico che ha cambiato l’elaborazione delle informazioni.

Nell’ambiente direzionale il cambiamento è altrettanto deciso: l’importanza del mobile scrivania come comunicazione della posizione gerarchica rimane un bisogno per affermare il proprio status, non più come valore simbolico bensì relazionale e di contaminazione, passando dalla gerarchia piramidale di tradizione Tayloriana a quella agile dell’“impresa rete”.

Nell’affrontare la progettazione di quest’ultima tipologia di mobili non abbiamo negato né esagerato lo status, abbiamo cercato di interpretarlo secondo le aspettative delle figure direzionali più diffuse mediando l’approccio lavorativo e la tecnica costruttiva e produttiva con le nuove tendenze dello stile di vita. Viviamo in un terreno di sperimentazione tipologica, espressiva, di elaborazione di necessità spaziali e culturali dove, per dirla con Andrea Branzi, lo “stile ufficio deve rappresentare un modello al quale ricondurre l’originalità estetica”. 

Abbracciando questa visione è nato Ar.tu, un ambiente direzionale dove dare spazio ai nuovi must, che sono la contaminazione e la personalizzazione. In ufficio infatti si passano molte ore di lavoro. Ecco perché, per rendere più confortevole questo luogo, si introducono elementi dell’abitare domestico che contribuiscono alla piacevolezza dell’ambiente di lavoro con scelte formali e con colori più naturali e quindi più rilassanti.

Infine, abbiamo dato flessibilità ai requisiti di diversificazione attraverso l’insieme di materiali e di colori che partecipano alla personalizzazione dell’ambiente ufficio.

Entrare nell’ufficio del capo, da oggi, sarà un piacevole incontro col design e non un’esperienza da temere, voi che ne dite? Come sempre, lo spazio per i commenti è a vostra disposizione.

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